Queen
Published 1/25/2019 in Una vita in coverflow
Author unavitaincoverflow
Grande album dei Queen, raccoglie dei grandi superclassici che sono diventati giustamente famosissimi. Nonostante si tratti del loro disco di debutto, va detto che è un album da acquistare assolutamente e da non lasciarsi assolutamente scappare.  L'ascolto inizia con uno dei mastodontici super classici della band: Keep Yourself Alive, ottima canzone pop rock che ci inserisce nell'atmosfera e nel 'colore' dell'album; si prosegue con Doing Alright, altro grande super classico; è una canzone purtroppo poco conosciuta e sottovalutatissima: è stata scritta a quattro mani da Brian May e Tim Staffel al tempo degli Smile. read more ❯
2018: il Best of
Published 12/23/2018 in
Author Sara Ranucci
Gennaio.  Partiamo col botto.... i Grammy Awards. Tirannia di Bruno Mars che si porta casa 6 premi (tra cui Canzone, Registrazione, Album dell’anno), surclassando (chissà come mai) le varie candidature di Despacito. La dea bandata non ha baciato però Jay-Z, che nonostante giocasse in casa (New York baby) non é riuscito a portare a casa neanche il titolo in Best Rap Album. Febbraio. Febbraio é solo una cosa...Sanremo! Volevo elencare un po’ di gossip, un po’ di cosine, ma nella mia mente c’è l’unica e sola: la vecchia che balla. Cioè parliamone. Elemento di punta de Lo Stato Sociale , che si portano a casa un dignitosissimo secondo posto, questa rondine bianca volteggiava leggiandra sul palco dell’Ariston. A 80 anni. Top. Degni di nota anche le urla non proprio soporifere di Roby Facchinetti, un certo Mirkoeilcane (si si, tutto attaccato) della categoria giovani, la deliziosa caduta di Sabrina Impacciatore e la soave afonia di Laura Pausini che... read more ❯
The Broadsword And The Beast
Published 3/26/2018 in Una vita in coverflow
Author unavitaincoverflow
Un altro mastodontico super classico nella discografia dei Tull. Si tratta del mio terzo disco preferito: nasce come risposta all'album A (1980), uno dei lavori più controversi della band inglese. Qui iniziamo davvero col botto: si tratta di un album davvero magistrale. L'ascolto inizia con Beastie, primo mastodontico superclassico: canzone splendida, con una parte ritmica davvero potente e precisa; si prosegue con Clasp, grande brano con un arrangiamento che strizza l'occhio al rock progressivo: qui il flauto di Ian An: si tratta di uderson regala davvero delle forti emozioni; si prosegue poi con Fallen On Hard Times, capolavoro assoluto che dimostra ancora una volta come i Jethro Tull si trovino a loro agio anche in ambito rockettaro. Abbiamo poi Flying Colours, uno dei punti deboli del disco: qui in evidenza c'è il pianoforte di Peter John Vettese, che fa il suo debutto come membro della band inglese. Si passa poi a Slow Marching... read more ❯
Thick As A Brick - Late Extra
Published 3/26/2018 in Una vita in coverflow
Author unavitaincoverflow
Il mio primo album preferito dei Jethro Tull. È il primo disco che ho acquistato di questa band ed è quello che mi ha permesso di penetrare nel loro mondo straordinario. Mi aspettavo di ascoltare un disco immediato e facile da apprezzare al primo ascolto, ma non è stato così: mi ci sono voluti oltre otto ascolti successivi per poterlo apprezzare come merita; adesso infatti sono contentissimo di averlo tra i miei CD; adesso infatti tutte le volte che posso lo ascolto dall'inizio alla fine, perchè so di avere a che fare con un mastodontico super classico della band inglese.  Dopo il grande successo di Aqualung (1971), grande classico che ha reso la band famosa in tutto il mondo, i Jethro Tull sfornano Thick As A Brick (1972). Questo album nasce dalla necessità di rispondere ai critici che avevano etichettato l'album precedente come un concept album, cosa che Ian Anderson ha sempre smentito:... read more ❯
Stormwatch
Published 3/26/2018 in Una vita in coverflow
Author unavitaincoverflow
Dodicesimo album dei Tull, è il terzo grande concept album  che i critici considerano parte della cosiddetta Trilogia folk che comprende Songs From The Wood, Heavy Horses e, appunto, l'album che sto recensendo. Nonostante questo, va sottolineato che, dal punto di vista delle sonorità, Stormwatch è un disco a sé; qui infatti i Tull abbandonano il folk rock tipico ad esempio di Heavy Horses e ritornano a sonorità squisitamente progressive rock rendendo le canzoni ancora più incisive ed efficaci. Se proprio vogliamo trovare un aspetto che accomuna i tre dischi, si tratta delle tematiche delle canzoni, in quanto, dopo un album che omaggia i cavelli e la vita di campagna, i Tull realizzano un album le cui canzoni trattano di eventi apocalittici, eventi spaventosi, dell'aumento del prezzo del petrolio, e così via.   L'ascolto inizia con North Sea Oil, primo gioiello progressive del disco: grande super classico, questa canzone fa subito capire di che tipo di problematiche tratterà questo album. Tema di... read more ❯