Maria Peszek

Gli amanti della musica alternativa polacca (non siate timidi, lo so che siete in tanti…) non potranno che ringraziarmi per questo post. Oggi vorrei parlare di un’artista molto interessante che ho scoperto durante un mio viaggio in Polonia qualche mese fa, su segnalazione di una mia amica del luogo.
Maria Peszek è un’interprete decisamente singolare, che a tratti ricorda la ben più famosa Bjork, sia per il tipo di musica che, più in generale, per la bizzarria del personaggio. Pur non essendo particolarmente dotata vocalmente (la sua voce è, quantomeno, normale) ciò che incuriosisce e affascina è l’approccio complessivamente sperimentale del suo lavoro, che in alcuni brani mescola felicemente le sonorità elettroniche ad un quartetto d’archi, come avviene nel singolo “Moje miasto” tratto dal suo album “Miasto mania” (un disco le cui canzoni ruotano attorno allo spirito metropolitano di Varsavia, città in cui l’artista vive).
Purtroppo non posso dire nulla di specifico sui testi, perché la lingua polacca non è ancora alla mia portata, ma comunque vi invito ad ascoltare alcuni estratti dal suo album sulla sua pagina di MySpace: http://myspace.com/marysiapeszek. Io il suo CD l’ho ascoltato per settimane, spero che la sua musica piaccia anche a voi.

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50 anni di "Volare". Analisi di una canzone rivoluzionaria

Ricorre in questi giorni il cinquantenario della nascita di “Nel blu, dipinto di blu”, rivoluzionaria canzone nata da una grande intuizione di Franco Migliacci e Domenico Modugno nel luglio del 1957. La ricorrenza è celebrata da tutti i media e anch’io, nel mio piccolo, voglio dare il mio contributo riportando qui di seguito un estratto dalla mia tesi di laurea, in cui si spiega da un punto di vista “tecnico” in cosa consiste la rivoluzione musicale di “Volare”. Buona lettura!

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