Trionfo delle emozioni

Fantastico concerto quello che ho ascoltato sabato 28 gennaio al ridotto del Teatro comunale di Ferrara. In programma due lavori poco conosciuti di due compositori diversissimi tra di loro dal punto di vista stilistico: il Quintetto op. 34 di Carl Maria von Weber e il Quintetto di Jean Françaix, entrambi per clarinetto e quartetto d’archi. Gli esecutori erano: Claudio Miotto (clarinetto); Roberto Carnevale (violino I); Anna Carrà (violino II); Claudia Chelli (viola); Valentina Migliozzi (violoncello). È stata davvero una splendida idea proporre le musiche di due compositori così diversi tra di loro, anche perchè mettono in luce la versatilità dei cinque esecutori.

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Perché Sanremo è Sanremo…

Le festività natalizie sono ormai passate da un po’, quindi al ‘siamo tutti più buoni’ possiamo sostituire il ‘siamo tutti più sinceri’. Possiamo quindi commentare la carrozzata trash di Big (ma quali Big?) che la prossima settimana si esibiranno al carissimo Festival di Sanremo.

  1. Samuel. Alla prima letta, parte automatico il ‘Ma chi è?’, ma quando si scopre che è il cantante dei Subsonica scatta subito il respiro di sollievo, la minima consapevolezza che forse qualcosa di salvabile questo Sanremo lo abbia.
  2. Albano. Non so perchè ma a livello di trash è quello su cui punto più di tutti. Forse perchè spero nel ritorno di Romina nella serata duetti o perchè mi auguro un nuovo scandalo plagio, stile accusa a Michael Jackson con ‘I cigni di Balaka’.
  3. Elodie. É la tipa con i capelli da Winx uscita da Amici lo scorso maggio, quella con la voce simile a Emma, con il brano scritto da Emma e prodotto da Emma.
  4. Paola Turci. Il titolo della canzone è ‘Fatti bella per te’ e già mi piace un sacco. Dai Paola, non ci deludere.
  5. Michele Bravi. Rimasto freezato dai tempi della vittoria a X Factor, vediamo se questo Festival riuscirà a far scongelare un ragazzo che, a livello interpretativo, non è certamente da escludere.
  6. Giusy Ferreri. La nostra carissima Giusy è tornata dallo sfiancante viaggio Roma-Londra-Bangkok ed atterra all’Ariston con una canzone in grado di mettere in crisi le persone poco sveglie come me già dal titolo: ‘Fatalmente male’ ‘Fa talmente male’. A libera interpretazione.
  7. Fiorella Mannoia. L’unica vera gioia di questo Sanremo. Non ci deludere. Amen.
  8. Nesli & Alice Paba. Lui un poeta (giudizio palesemente di parte), lei dalla regia mi dicono abbia vinto The Voice, ma sinceramente mai sentita.
  9. Gigi D’Alessio. Io non commenterò troppo sinceramente perchè comunque dai, no. Però voglio dire questo… già lo schiaffate in prima serata a capodanno, ora anche a Sanremo? Ma non ci concedete neanche una pausa semestrale?
  10. Ron. Per la serie ‘Rispolveriamo l’antico’ ospite quest’anno Ron. Per il prossimo Festival si aprono le scommesse su Gino Paoli, Nada, Pino Donaggio e Umberto Balsamo.
  11. Fabrizio Moro. Caro Moro non importa che brano porti, come ti vestirai, se sarai intonato… se come cover porti De Gregori per me hai già fatto bingo.
  12. Giulia Luzi & Raige. Lei big di cosa che per noi è rimasta nei secoli dei secoli l’amica di Annuccia in Un Medico in Famiglia. Lui spero venga riconosciuto come bravo autore quale è (giudizio di parte pt.2).
  13. Michele Zarrillo. Le sue canzoni sanremesi sono sempre state abbastanza piacevoli, però credo proprio che il suo momento diventerà un’ottima pausa tweet.
  14. Alessio Bernabei. Lui ci prova ragazzi, me l’ha giurato, ci prova a stare lontano da Sanremo, ma proprio non ci riesce. E così puntuale come una cambiale, Bernabei si ripresenta per la terza volta consecutiva sul palco dell’Ariston. Ormai è di casa.
  15. Ermal Meta. Ermal caro, dopo che per anni hai distribuito in lungo e in largo brani neanche stessi facendo volantinaggio, forse era ora di iniziare a scrivere un po’ di più per te. Non ci deludere proprio ora.
  16. Lodovica Comello.
  17. Sergio Sylvestre. ‘Ma chi? 2.0′ Cerco un po’ su internet e leggo che è il vincitore della scorsa edizione di Amici. Bene. Ma neanche al Coca Cola Summer Festival si è esibito. Bene, ma non benissimo.
  18. Clementino. Anche su di lui il mio giudizio è estremamente di parte, il mio amore sconfinato dopo Pechino Express non mi fa essere lucida perciò, passo.
  19. Chiara Galiazzo.  Sanremo 2016- Francesca Michielin- ‘Nessun grado di separazione’   Sanremo 2017 – Chiara Galiazzo – ‘ Nessun posto è casa mia ‘                                                                                              Vorrei capire se il ‘Nessun’ fa parte del contratto Vincitore di X Factor o cosa.
  20. Francesco Gabbani. Esatto proprio lui. Quello che l’anno scorso ci invitava a dimenticare tutto con un Amen, così insistente che neanche Papa Francesco all’Angelus. Quest’anno slitta nella categoria Big, con quello che verrà presto ricordato come ‘Il brano di Gabbani’…. voglio dire chi riuscirà mai a memorizzare ‘Occidentali’s Karma’? Qualcuno gli ricorda che é il festival della canzone italiana?
  21. Bianca Atzei. Indovinate un po’? Quest’anno cambia e il brano lo scrive… Kekko dei Modà! Ah già, come tutto il resto della sua discografia (discografia?).
  22. Marco Masini. Marco caro però mi hai deluso… io confidavo in te, invece nulla. Neanche mezzo insulto nel titolo. Le tue sono le canzoni più dedicate in assoluto e tu ci vuoi destabilizzare in questo modo? Confido nel testo dai.

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MEI 2016 – Impressioni personali

Faenza – Piazza del Popolo

Lo scorso fine settimana, dal 23 al 25 settembre, sono stato a Faenza per partecipare alla ventesima edizione del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti – nell’ambito del quale si è tenuto il primo Festival del Giornalismo Musicale, organizzato da Enrico Deregibus insieme all’ideatore del MEI, Giordano Sangiorgi.

Da diverso tempo volevo assistere a questa manifestazione, e l’edizione di quest’anno è stata per me irrinunciabile proprio grazie alla possibilità di incontrare altri colleghi nel settore del giornalismo musicale.

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Inizia oggi a Faenza il MEI, Meeting delle Etichette Indipendenti 2016

Inizia oggi a Faenza il MEI, Meeting delle Etichette Indipendenti 2016, che proseguirà fino a domenica 25. L’edizione di quest’anno ritorna a proporre un ricco programma dopo alcune edizioni in tono minore.

La novità principale è la prima edizione del Festival del Giornalismo musicale, che si svolgerà all’interno del programma del MEI. Dal punto di vista degli spettacoli, invece, gli eventi principali sono il concerto di Daniele Silvestri in Piazza del Popolo, e l’omaggio a Lucio Battisti al Teatro Masini, che si terranno entrambi domani, sabato 24 settembre.

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“Kiedy Quando”, una canzone estiva siculo-polacca

È estate, fa caldo, si pensa solo al mare e a cercare un po’ d’ombra, ma se uno vive in città e al mare non ci può andare è fritto. Se poi lo sventurato dovesse vivere anche a Varsavia come il sottoscritto, che può fare? Può ascoltare la canzone Kiedy Quando, di Stefano Terrazzino & Belli Ribelli, per tirarsi un po’ su il morale.

Il video della canzone è ambientato in Sicilia, e come la canzone riesce a trasmettere una bella sensazione di positività (grazie anche al contributo di alcune belle “fimmine” sia italiane che polacche: Aneta Zając, Cristina Cuffaro, Giovanna Dominici, Anna Klimczewska). Sia la canzone che la produzione della stessa mescolano felicemente un po’ di Polonia e un po’ di Italia, e se il video mostra i due diversi tipi di bellezza delle ragazze, il testo di Kiedy Quando (“kiedy” significa appunto quando, in polacco) è scritto per metà in italiano e per metà in polacco.

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Le Nuvole

Immaginate, per un solo istante, di chiudere gli occhi e tornare indietro nel tempo. Molto molto indietro, fino al 423 a.C. Siamo ad Atene e un certo Aristofane, di professione commediografo, sta lavorando alla sua nuova rappresentazione teatrale, dal titolo “Le Nuvole”. La storia ha per protagonisti il vecchio Strepsiade e suo figlio Fidippide, rampollo che si diverte a sperperare tutto il denaro nelle corse ai cavalli, finendo con il far indebitare il povero padre. Un giorno quest’ultimo, stanco di pagare i debiti del figlio, lo spedisce alla scuola del filosofo Socrate, in modo tale che possa maturarsi un po’ e imparare a cavarsela da solo con i creditori in futuro. Giustamente voi vi chiederete il perché di questo racconto. Per potervi rispondere è necessario compiere un altro balzo temporale, con destinazione un’epoca più vicina alla nostra. Genova, 1990 : il poeta e cantautore genovese Fabrizio De André è impegnato nella scrittura del suo prossimo album, quando si ritrova per le mani una storia alquanto bizzarra. Indovinate un po’ quale? La commedia di Aristofane! Ed è proprio da lì che prenderà vita il suo nuovo progetto musicale, dal titolo omonimo.

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Wepro Live @Firenze

Giovedi scorso, in una calda ed accogliente Firenze, ho avuto la possibilità di assistere al concerto di Marco Castelluzzo, in arte : Wepro Un 23enne italiano, ( salentino per la precisione) dalle grandi potenzialità e doti artistiche.
Per i più attenti, Wepro non è un volto sconosciuto.
Dopo la partecipazione a MyCampRock, arriva al successo grazie al talent ideato dalla regina della tv italiana. ( Maria De Filippi, inutile dirlo NDR).
Marco sin da subito dimostra la sua natura, ci mostra il suo modo di essere e ci apre le porte del suo mondo, portandoci con lui alla ricerca  della sua identità artistica.
identità che continua a cercare, dopo la pubblicazione del suo primo album, decidendo di buttare il cuore al di là dell’ostacolo, di dare una svolta alla sua vita, di uscire dalla comfort zone e di assumersi dei rischi. Perchè una vita vissuta dentro i confini, non è vita.
Marco lo sa bene.
E cosi parte per l’America.
Lontano dalla sua famiglia e dai suoi affetti.  Per migliorare.
E lasciarsi migliorare dagli altri.
Per guardare il mondo da un’altra prospettiva:  La sua.

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Nursery Cryme

Il disco che ho scelto di recensire per questo secondo articolo è Nursery Cryme, della rock band inglese Genesis e dato alle stampe nel 1971 dalla casa discografica Charisma Records.

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I Genesis sono un gruppo rock inglese fondato nel 1969 da alcuni giovani studenti della Charterhouse, un college situato nei pressi di Londra e frequentato per lo più da ragazzi benestanti, appartenenti  alla buona borghesia britannica. La formazione originale della band comprende: il leader e cantante Peter Gabriel, il tastierista Tony Banks, Anthony Philips alla chitarra classica, Mike Rutherford alla chitarra elettrica e al basso e infine Chris Stewart alla batteria. Insieme registrano due album dagli esiti poco fortunati : l’ambizioso e quasi ignorato “From Genesis To Revelation” e il successivo “Trespass”, lavoro nel complesso più maturo grazie al delinearsi di quello stile che i critici definiscono come rock progressivo. Tuttavia la svolta vera e propria arriva solo nel 1971, a causa di diversi mutamenti fondamentali. Philips lascia il gruppo e al suo posto subentra Steve Hackett, virtuoso della chitarra. Inoltre si unisce al complesso un giovanissimo Phil Collins, in qualità di batterista. Con questo ben collaudato team, i Genesis raggiungono il successo in Europa nel periodo 1971-1974, sfornando tutta una serie di capolavori del prog. Capostipite di questi è proprio “Nursery Cryme”, che vede la luce il 12 novembre del ’71. Tale titolo allude alle filastrocche per bambini, tipiche della tradizione anglosassone e che caratterizzano la traccia d’apertura del disco, “The Musical Box”.

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