Filippo Maria Caggiani

  • Ciao Chiara, grazie per il complimento e per la segnalazione. Avevo già adocchiato il libro, ma poi me n’ero scordato. È da leggere senz’altro.

  • Oggi questo blog, Parole di musica, compie dieci anni. Per un blog è un’età davvero importante. La sera del 14 novembre 2005, infatti, alla vigilia di una mia partenza per il Portogallo, scrissi il mio primo po […]

  • Pur avendo a che fare con cose di musica da tantissimi anni, non mi era ancora mai capitato di visitare una fiera dedicata all’audio in alta fedeltà. Ho rimediato a questa mancanza nei giorni scorsi, visitando l […]

  • È cominciata oggi a Varsavia, e continuerà per altri due giorni, l’Audio Video Show, ovvero la seconda più grande esposizione in Europa di apparecchiature audio e video. Per chi ama l’alta fedeltà si tratta di un […]

  • Ciao Alfonso, purtroppo devo dirti che anche per me era stato molto complicato trovare anche solo la pagina del supporto. Comunque, penso che la cosa migliore sia chiedere direttamente a loro il numero di telefono (ammesso che ce ne sia uno), attraverso questo modulo: https://support.spotify.com/it/contact-spotify-support/ (selezionando una…[Leggi tutto]

  • Ciao Alessia! Certo, se hai un blog che si occupa di film, puoi provare a mandare delle richieste di accredito per le conferenze stampa che ti interessano. Provare non costa nulla! 😀 La cosa importante è se accettano la tua richiesta tu poi scriva effettivamente il pezzo. Per il resto, chiedere è assolutamente lecito 🙂

  • Ciao Giada, puoi contattare gli organizzatori del concerto tramite i contatti su questa pagina: http://www.orionliveclub.com/orion-live-club-roma.html.
    La cosa migliore è mandare un’email a info@orionliveclub.com seguendo le indicazioni già date nel post. In bocca al lupo 🙂

  • Purtroppo credo che i cantautori di oggi non possono nemmeno sognarsi di lasciare un segno paragonabile a quello dei cantautori “classici” del passato. Il motivo è che il mercato della musica, le abitudini di ascolto, e i valori su cui si fonda la società sono completamente diversi rispetto agli anni in cui la discografia era ancora guidata da p…[Leggi tutto]

  • Grazie Eleonora, sono contento che ti sia piaciuto! 🙂

  • Passeggiando in una grande città come Varsavia capita spesso di imbattersi in artisti di strada. Come ho già scritto in un precedente articolo amo molto questo tipo di esibizioni, anche perché spesso gli artisti […]

    • A distanza di un anno da quando ho notato queste due marionettiste e ne ho scritto sul blog, sono tornato proprio ieri sullo stesso luogo, e le ho ritrovate lì. Immagino che a furia di riproporre lo stesso spettacolo si siano un po’ stancate, e forse per questo ci mettono così poco entusiasmo. Però l’idea rimane bellissima (nonostante l’abbigliamento delle marionette, in effetti…)! 😉

  • Sì Alessandra, è possibile. In realtà nessuno ti chiederà mai il tesserino per entrare ad un concerto, perché quel che conta è l’effettiva collaborazione con una testata giornalistica (o rivista online). Ovviamente un giornalista di un sito importante ha più possibilità rispetto ad un piccolo blog, però secondo me vale sempre la pena provare.…[Leggi tutto]

  • È possibile fare spettacolo rinunciando completamente ai finanziamenti pubblici? A questa domanda ha cercato di dare risposta Luciano Vanni, editore e direttore di JazzIt, in due incontri pubblici tenuti alla Casa […]

  • Il problema della mancanza di spazi adeguati per la musica è molto diffuso in Italia, e purtroppo Matera non fa eccezione. Nonostante la città sia stata designata Capitale Europea della Cultura per il 2019, gli […]

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    Per chi si fosse illuso che le recenti giornate di sole potessero durare ancora, la pioggia incessante di questi giorni è arrivata a ricordarci che invece siamo in pieno autunno. Mettete dunque da parte quella […]

  • Anche quest’anno si è tenuto a Bari il Medimex, la fiera dell’innovazione musicale che dal 30 ottobre al 1° novembre ha premesso agli operatori del settore musicale di incontrarsi tra stand, presentazioni di novità discografiche, showcase e dibattiti su argomenti musicali.

    All’interno di questa fiera si è svolto il 30 ottobre un incontro sul tema Festival di jazz, turismo, sostenibilità ambientale, a cui ha partecipato, tra gli altri invitati, anche Paolo Fresu. Alla fine del dibattito ho avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con lui su quanto detto a proposito di questo tema, e quella che segue è l’intervista che ne è scaturita.

    Oggi Parole di musica è al Medimex di Bari, e abbiamo il piacere di essere con Paolo Fresu. Paolo Fresu oggi ha partecipato all’incontro su Festival di jazz, turismo, sostenibilità ambientale. Quali sono le tue impressioni alla fine di questo incontro?

    «Mi sembra buone: è stato un incontro partecipato, con interventi molto interessanti e molto giusti, su tematiche diverse, ovviamente, che mettono insieme musica (soprattutto jazz) con turismo e sostenibilità ambientale, quindi a questo punto trarremo un po’ di somme e vediamo un po’ che percorso prendere. Una parte del percorso ovviamente è già stata fatta, ma c’è ancora molto da fare. C’è molta buona volontà, c’è molto interesse, è un argomento estremamente nuovo – almeno per il jazz – importante e contemporaneo, per cui non ci fermeremo alle parole, ovviamente».

    Secondo te qual è – se esiste – una specificità del rapporto tra jazz e turismo in Italia, e com’è la differenza rispetto ad altre situazioni all’estero?

    «Il jazz è comunque una musica di qualità, è una musica che prevede un gusto estetico elevato. Questo secondo me è ciò che caratterizza anche il viaggiatore – visto che stamattina qualcuno ha detto che non si chiama più turista ma viaggiatore – di una fascia medio-alta, per cui credo che il jazz sia sinonimo comunque del senso del buon vivere, di qualità, sinonimo anche di incontri, di relazioni, di scoperte. Quindi io credo che il jazz si presti particolarmente per questo. In Italia forse, rispetto ad alcuni altri paesi, siamo partiti leggermente in ritardo, però abbiamo dalla nostra parte un paese straordinario che forse ha una ricchezza dal punto di vista ambientale, architettonico e storico che non ha eguali nel mondo, per cui questo ci serve per riflettere a fondo sulla necessità di sposare realmente queste ricchezze che il nostro paese ha, e che sono veramente fondamentali. Fare musica significa in qualche modo investire sui territori e sulla realtà locale. Il jazz, appunto, come dicevamo prima, è una musica che molto si presta in questo senso, quindi credo che la responsabilità degli organizzatori e delle manifestazioni – al di là dei problemi oggettivi di questo momento storico che conosciamo bene – sia quella non solamente di fare della grande musica, ma di renderla ancora più grande proprio nel legame con il territorio».

    Hai avuto modo di fare un giro per gli stand? Qual è la tua impressione su questa manifestazione, in generale?

    «Io in genere non amo molto le fiere, perché poi è sempre tutto difficile, ci sono troppe cose intorno, e in questo caso essendo una fiera di musica c’è troppo suono, e quindi questo non invita comunque alla riflessione, però è una fiera importante – l’ho detto stamattina in un’altra intervista – ben venga il Medimex quando permette alla gente di incontrarsi per discutere e dialogare su temi comuni. Il nostro Paese è lungo, e quindi alcune volte una fiera di questo tipo permette realmente quello che altrimenti sarebbe quasi impossibile o estremamente dispendioso durante l’altra parte dell’anno. Mi sembra una fiera molto interessante, io l’ho vissuta già lo scorso anno, e non ho avuto ancora modo di girarla, devo dire, ma lo farò magari questo pomeriggio».

  • ThumbnailÈ successo di nuovo. Per l’ennesima volta ho sbaraccato tutto, e dopo quasi tre anni trascorsi a Varsavia sono ritornato a vivere nel mio bel paesello in Basilicata, a Pomarico. Ciò significa che d’ora in poi su […]

  • Dopo l’intervista a Bruno Conti di Discoclub, prosegue la serie di interviste a blogger e giornalisti musicali che scrivono su un proprio blog. Le domande sono sempre le stesse, per mettere in evidenza sia punti in comune che i punti di vista diversi sugli stessi argomenti. Oggi è il turno di Roberto Mastrosimone, che sul suo blog Wanderer’s Blog si occupa di musica classica.

    Quando hai pubblicato il primo post sul tuo blog, e perché hai deciso di aprirne uno?

    «Nel novembre 2008. Fu più che altro un tentativo, una prova. Finora è andata bene, almeno credo…».

    Qual è la tua linea editoriale, e di cosa ti occupi esattamente?

    «Non c’è una precisa e definita linea editoriale, essendo io solo l’unico redattore del blog. Evito di “personalizzare” troppo i post e cerco di rivolgermi a un numero vasto di lettori. Evito anche di inserire riferimenti al mondo della politica, finché mi è possibile».

    Come immagini il lettore tipo del tuo blog?

    «Un appassionato di musica classica che segua la musica attraverso i media e i concerti dal vivo».

    In che modo scegli gli argomenti di cui scrivi?

    «Negli ultimi tempi do molto spazio alla musica in tv. Credo molto nei media».

    Quali sono stati i tuoi post di maggior successo?

    «Quelli dedicati ai Neujahrskonzerte e alle prime della Scala».

    Con che frequenza pubblichi? Hai dei collaboratori (sia regolari che occasionali) oppure fai tutto da solo?

    «Nessun collaboratore. Frequenza plurisettimanale».

    Riesci a guadagnare qualcosa? Ti interessano le tecniche di marketing/SEO, oppure ti concentri solo sui contenuti?

    «Nessun guadagno. Lo faccio esclusivamente per hobby».

    Frank Zappa diceva che scrivere di musica è come ballare di architettura. Che ne pensi? È davvero una cosa così folle? Se sì, perché lo fai?

    «Frank Zappa è famoso per le sue boutade, un po’ come Stravinskij. Non bisogna prenderli troppo sul serio».

    Con la possibilità che chiunque oggi ha di ascoltare musica a portata di clic, che ruolo spetta a chi scrive di musica?

    «Non saprei».

    Come vedi il panorama dei blog musicali italiani? Ne hai alcuni tra i preferiti?

    «Non mi pare che siano molti, soprattutto nrella musica cosiddetta classica. Seguo i blog segnalati nel Blogroll».

  • A volte un po’ di nostalgia per le cose buone che ci sono state in musica anni fa spinge a spulciare il repertorio piuttosto che le ultime novità. Oggi è un po’ così: vi propongo un Pino Daniele d’annata, con un […]

  • Lo scorso 16 agosto a Danzica si è svolto un mega-concerto jazz denominato Solidarity of Arts che ha tributato un grande omaggio a Esperanza Spalding, straordinaria cantante e bassista del jazz contemporaneo. […]

  • Mi scuso con Arianna e Fra se dicendo “o al massimo canta” nel mio testo posso averle offese. Vorrei specificare che non ho alcun pregiudizio verso i cantanti, e so benissimo quali sacrifici occorrano per avere un buon controllo della voce. Ho tantissimi amici cantanti e mai mi sentirei di offenderne alcuno. Con quell’espressione mi riferivo però…[Leggi tutto]

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