Musica e pubblicità: linee parallele o rette incidenti?

“I’m Rita Ora. This is Tezenis.” É dal 2015 che la nostra biondissima, bellissima, pop-star britannica ci invita a comprare intimo e bikini con questa frase. Sono quindi due anni che ci illude che con la sua collezione tutta pizzi e forme geometriche possiamo essere fighe come lei. Naturalmente, utopia.

Altro caso, certamente più discusso, è il nostro caro Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez.        Il rapper, giudice per il quarto anno a X Factor, ha prestato più volte la sua immagine come sponsor, partendo da una linea Sisley, passando per le Giravolte (lo spot più trash degli ultimi 10 anni), e arrivando in ultimo al brand internazionale Bershka.

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It’s Christmas Time!

Nel 2009 i Train ci regalano il singolo Shake up Christmas, mentre nel 2012 i Coldplay donano all’intera umanità Christmas light. Lo scorso anno una bella doppietta: Lady Gaga e Tonny Bennet con la cover di Winter Wonderland e i Florence and the Machine, con quella di Last Christmas degli Wham.

In tutto questo ovviamente non dimentichiamo nè Mariah Carey con l’intramontabile All I want for Christmas, diventato ormai un must invernale, d’obbligo come il pandoro, nè Michael Bublè, puntuale ogni dicembre come un orologio svizzero.

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Quando il nosense si impadronisce delle strofe…

Parliamo di nonsense, di assurdità, parole senza molto significato che i cantanti amano inserire all’interno dei loro pezzi come fossero gocce di cioccolato. A volte penso che le incastrino proprio a forza, le buttino lì perché non sanno dove metterle. Ogni tanto invece mi sorge il dubbio che le pensino proprio per far parlare le persone pettegole come me. In questo caso penso sia giusto accontentarli.
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Acqua azzurra, acqua chiara: la devozione dell’ultima ora

“Non conosciamo mai il valore dell’acqua finché il pozzo è asciutto”

É con questo aforisma di Thomas Fuller che voglio introdurre l’argomento di oggi, un pò parallelo alla musica, ma che gli habitué dei concerti, soprattutto negli stadi, sicuramente riscontreranno nella loro esperienza: la sete ad un’ora dal concerto.

La situazione è questa, ti trovi in piedi, sudato come dopo la maratona di Berlino, già stanco ma elettrizzato per quel live che aspetti da mesi. Ad un certo punto però arriva un momento che davvero detesti con tutto il cuore… la gola diventa secca e di saliva non c’è più alcuna traccia: hai assolutamente bisogno di una bottiglietta d’acqua. Così inizi a guardarti intorno, in cerca del tuo salvatore, l’omino che vende l’acqua… ma ovviamente di lui non c’è ombra. Prosegui ad osservare dettagliatamente ogni centimetro quadrato del parterre o del prato, quando ad un certo punto lo scovi, lo vedi, circondato da un numero infinito di persone nella tua stessa condizione, e ovviamente dalla parte opposta del palco, a significare che ci metterà così tanto ad arrivare nelle tue vicinanze che fai prima a raggiungere i monti del Matese e prenderla direttamente alla fonte questa benedetta acqua.

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Gli intramontabili successi del passato

Lo scorso sabato sera sono andata a fare un giro (lo ammetto, alla ricerca di un soffio di brezza estiva) nel meraviglioso borgo arroccato di Nemi, con vista mozzafiato sul lago.

Ad aggiungersi a questa fantastica prospettiva… Sorpresa! Serata cover, i più grandi successi di De Gregori, De André, Vasco Rossi e il mio amato Battisti. Inutile dire che tutti, dai bambini ai nonni canticchiavano i motivi che hanno segnato il nostro panorama musicale. Perchè non c’è niente da fare: i grandi successi rimangono, li continueremo, anche involontariamente, a cantare… Chi è che non sa il ritornello di ‘Con il nastro rosa’? O quello di ‘Generale’? Chi è che durante le feste non ha mai cantato ‘Albachiara’ a squarciagola?

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Ciao mondo!

Questo è il mio primo post, e lo voglio utilizzare per una cosa a cui tengo molto, ringraziare.

Innanzitutto voglio ringraziare Filippo, per la possibilità e in particolare per la fiducia che ha fin da subito riposto nel mio entusiasmo.

Voglio ringraziare quelle persone (poche ma buone) che hanno sempre creduto in me e mi hanno sostenuto.

Un grazie speciale va a chi invece ha dubitato di me e dei miei progetti, perché so che sarete i lettori più fedeli.

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