Musica e pubblicità: linee parallele o rette incidenti?

“I’m Rita Ora. This is Tezenis.” É dal 2015 che la nostra biondissima, bellissima, pop-star britannica ci invita a comprare intimo e bikini con questa frase. Sono quindi due anni che ci illude che con la sua collezione tutta pizzi e forme geometriche possiamo essere fighe come lei. Naturalmente, utopia.

Altro caso, certamente più discusso, è il nostro caro Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez.        Il rapper, giudice per il quarto anno a X Factor, ha prestato più volte la sua immagine come sponsor, partendo da una linea Sisley, passando per le Giravolte (lo spot più trash degli ultimi 10 anni), e arrivando in ultimo al brand internazionale Bershka.

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Perché Sanremo è Sanremo…

Le festività natalizie sono ormai passate da un po’, quindi al ‘siamo tutti più buoni’ possiamo sostituire il ‘siamo tutti più sinceri’. Possiamo quindi commentare la carrozzata trash di Big (ma quali Big?) che la prossima settimana si esibiranno al carissimo Festival di Sanremo.

  1. Samuel. Alla prima letta, parte automatico il ‘Ma chi è?’, ma quando si scopre che è il cantante dei Subsonica scatta subito il respiro di sollievo, la minima consapevolezza che forse qualcosa di salvabile questo Sanremo lo abbia.
  2. Albano. Non so perchè ma a livello di trash è quello su cui punto più di tutti. Forse perchè spero nel ritorno di Romina nella serata duetti o perchè mi auguro un nuovo scandalo plagio, stile accusa a Michael Jackson con ‘I cigni di Balaka’.
  3. Elodie. É la tipa con i capelli da Winx uscita da Amici lo scorso maggio, quella con la voce simile a Emma, con il brano scritto da Emma e prodotto da Emma.
  4. Paola Turci. Il titolo della canzone è ‘Fatti bella per te’ e già mi piace un sacco. Dai Paola, non ci deludere.
  5. Michele Bravi. Rimasto freezato dai tempi della vittoria a X Factor, vediamo se questo Festival riuscirà a far scongelare un ragazzo che, a livello interpretativo, non è certamente da escludere.
  6. Giusy Ferreri. La nostra carissima Giusy è tornata dallo sfiancante viaggio Roma-Londra-Bangkok ed atterra all’Ariston con una canzone in grado di mettere in crisi le persone poco sveglie come me già dal titolo: ‘Fatalmente male’ ‘Fa talmente male’. A libera interpretazione.
  7. Fiorella Mannoia. L’unica vera gioia di questo Sanremo. Non ci deludere. Amen.
  8. Nesli & Alice Paba. Lui un poeta (giudizio palesemente di parte), lei dalla regia mi dicono abbia vinto The Voice, ma sinceramente mai sentita.
  9. Gigi D’Alessio. Io non commenterò troppo sinceramente perchè comunque dai, no. Però voglio dire questo… già lo schiaffate in prima serata a capodanno, ora anche a Sanremo? Ma non ci concedete neanche una pausa semestrale?
  10. Ron. Per la serie ‘Rispolveriamo l’antico’ ospite quest’anno Ron. Per il prossimo Festival si aprono le scommesse su Gino Paoli, Nada, Pino Donaggio e Umberto Balsamo.
  11. Fabrizio Moro. Caro Moro non importa che brano porti, come ti vestirai, se sarai intonato… se come cover porti De Gregori per me hai già fatto bingo.
  12. Giulia Luzi & Raige. Lei big di cosa che per noi è rimasta nei secoli dei secoli l’amica di Annuccia in Un Medico in Famiglia. Lui spero venga riconosciuto come bravo autore quale è (giudizio di parte pt.2).
  13. Michele Zarrillo. Le sue canzoni sanremesi sono sempre state abbastanza piacevoli, però credo proprio che il suo momento diventerà un’ottima pausa tweet.
  14. Alessio Bernabei. Lui ci prova ragazzi, me l’ha giurato, ci prova a stare lontano da Sanremo, ma proprio non ci riesce. E così puntuale come una cambiale, Bernabei si ripresenta per la terza volta consecutiva sul palco dell’Ariston. Ormai è di casa.
  15. Ermal Meta. Ermal caro, dopo che per anni hai distribuito in lungo e in largo brani neanche stessi facendo volantinaggio, forse era ora di iniziare a scrivere un po’ di più per te. Non ci deludere proprio ora.
  16. Lodovica Comello.
  17. Sergio Sylvestre. ‘Ma chi? 2.0′ Cerco un po’ su internet e leggo che è il vincitore della scorsa edizione di Amici. Bene. Ma neanche al Coca Cola Summer Festival si è esibito. Bene, ma non benissimo.
  18. Clementino. Anche su di lui il mio giudizio è estremamente di parte, il mio amore sconfinato dopo Pechino Express non mi fa essere lucida perciò, passo.
  19. Chiara Galiazzo.  Sanremo 2016- Francesca Michielin- ‘Nessun grado di separazione’   Sanremo 2017 – Chiara Galiazzo – ‘ Nessun posto è casa mia ‘                                                                                              Vorrei capire se il ‘Nessun’ fa parte del contratto Vincitore di X Factor o cosa.
  20. Francesco Gabbani. Esatto proprio lui. Quello che l’anno scorso ci invitava a dimenticare tutto con un Amen, così insistente che neanche Papa Francesco all’Angelus. Quest’anno slitta nella categoria Big, con quello che verrà presto ricordato come ‘Il brano di Gabbani’…. voglio dire chi riuscirà mai a memorizzare ‘Occidentali’s Karma’? Qualcuno gli ricorda che é il festival della canzone italiana?
  21. Bianca Atzei. Indovinate un po’? Quest’anno cambia e il brano lo scrive… Kekko dei Modà! Ah già, come tutto il resto della sua discografia (discografia?).
  22. Marco Masini. Marco caro però mi hai deluso… io confidavo in te, invece nulla. Neanche mezzo insulto nel titolo. Le tue sono le canzoni più dedicate in assoluto e tu ci vuoi destabilizzare in questo modo? Confido nel testo dai.

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Coachella state of mind

É arrivato ragazzi. É arrivato quel periodo dell’anno in cui apri Twitter, vedi le foto del Coachella e ti prende a male. Apri Instagram, ne vedi altre e nel frattempo gli occhi diventano lucidi. Poi apri Facebook, vedi anche i video ed è la fine, piangi il Garda.

Il Coachella è il festival californiano più famoso al mondo, dove ogni anno, per tre giorni, da mezzogiorno a mezzanotte si alternano concerti a ruota, su sette palchi diversi.

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Il nuovo lavoro di Niente: “Mete”

L’1 Febbraio scorso, il cantautore romagnolo Niente, nome d’arte di Mirko Paggetti, ci ha proposto il suo nuovo lavoro, Mete, un disco fortemente pop con influenze e richiami british anni ’80.

Un album, Mete, in cui si parla di obiettivi prefissati, di sogni ad occhi aperti , di fallimenti quotidiani, il tutto accompagnato da basi e musiche fresche ed efficaci, che riescono a colpire fin dal primo ascolto.

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Buon compleanno Radio Deejay!

La radio accompagna tutti i momenti della giornata: il buongiorno e il caffè, lo studio per i più giovani, il viaggio in auto.

Ovviamente poi alcune radio lo fanno meglio e altre meno. E Radio Deejay è la migliore.

Con oltre 20 programmi a settimana, 8 blog e una quotidiana presenza social, il gruppo di Radio Deejay è riuscita a fare dei suoi ascoltatori una famiglia, grazie anche a degli eventi spettacolari.

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Formule: il nuovo lavoro di Marazzita

Uscito il 10 Febbraio scorso, il disco d’esordio del cantautore calabrese Marazzita si sta lentamente facendo strada nel panorama delle nuove proposte italiane.

Formule, questo il titolo del lavoro, ha un che di vintage, di anni ’70, ma è allo stesso tempo molto originale e singolare. Le stesse canzoni hanno dei nomi particolari, abbastanza ricercati, che però non sempre riescono ad avere dei nessi con i significati dei testi.

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Il Fai-Da-Te per eccellenza: la musica indie

Solitamente, parlando di musica indie si intende il neologismo inglese riferito ad un insieme di generi musicali caratterizzato da una certa indipendenza dalla musica pop, dal mainstream, ma anche dalle cosiddette etichette Major (Warner, Universal, Sony, EMI).
Mentre negli Stati Uniti e nel Regno Unito l’indie si è diffuso alla fine degli anni ’80, in Italia è giunto solo con l’avvento del nuovo millennio (l’importante è arrivare, giusto?)

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It’s Christmas Time!

Nel 2009 i Train ci regalano il singolo Shake up Christmas, mentre nel 2012 i Coldplay donano all’intera umanità Christmas light. Lo scorso anno una bella doppietta: Lady Gaga e Tonny Bennet con la cover di Winter Wonderland e i Florence and the Machine, con quella di Last Christmas degli Wham.

In tutto questo ovviamente non dimentichiamo nè Mariah Carey con l’intramontabile All I want for Christmas, diventato ormai un must invernale, d’obbligo come il pandoro, nè Michael Bublè, puntuale ogni dicembre come un orologio svizzero.

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