“Kiedy Quando”, una canzone estiva siculo-polacca

È estate, fa caldo, si pensa solo al mare e a cercare un po’ d’ombra, ma se uno vive in città e al mare non ci può andare è fritto. Se poi lo sventurato dovesse vivere anche a Varsavia come il sottoscritto, che può fare? Può ascoltare la canzone Kiedy Quando, di Stefano Terrazzino & Belli Ribelli, per tirarsi un po’ su il morale.

Il video della canzone è ambientato in Sicilia, e come la canzone riesce a trasmettere una bella sensazione di positività (grazie anche al contributo di alcune belle “fimmine” sia italiane che polacche: Aneta Zając, Cristina Cuffaro, Giovanna Dominici, Anna Klimczewska). Sia la canzone che la produzione della stessa mescolano felicemente un po’ di Polonia e un po’ di Italia, e se il video mostra i due diversi tipi di bellezza delle ragazze, il testo di Kiedy Quando (“kiedy” significa appunto quando, in polacco) è scritto per metà in italiano e per metà in polacco.

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Le Nuvole

Immaginate, per un solo istante, di chiudere gli occhi e tornare indietro nel tempo. Molto molto indietro, fino al 423 a.C. Siamo ad Atene e un certo Aristofane, di professione commediografo, sta lavorando alla sua nuova rappresentazione teatrale, dal titolo “Le Nuvole”. La storia ha per protagonisti il vecchio Strepsiade e suo figlio Fidippide, rampollo che si diverte a sperperare tutto il denaro nelle corse ai cavalli, finendo con il far indebitare il povero padre. Un giorno quest’ultimo, stanco di pagare i debiti del figlio, lo spedisce alla scuola del filosofo Socrate, in modo tale che possa maturarsi un po’ e imparare a cavarsela da solo con i creditori in futuro. Giustamente voi vi chiederete il perché di questo racconto. Per potervi rispondere è necessario compiere un altro balzo temporale, con destinazione un’epoca più vicina alla nostra. Genova, 1990 : il poeta e cantautore genovese Fabrizio De André è impegnato nella scrittura del suo prossimo album, quando si ritrova per le mani una storia alquanto bizzarra. Indovinate un po’ quale? La commedia di Aristofane! Ed è proprio da lì che prenderà vita il suo nuovo progetto musicale, dal titolo omonimo.

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Wepro Live @Firenze

Giovedi scorso, in una calda ed accogliente Firenze, ho avuto la possibilità di assistere al concerto di Marco Castelluzzo, in arte : Wepro Un 23enne italiano, ( salentino per la precisione) dalle grandi potenzialità e doti artistiche.
Per i più attenti, Wepro non è un volto sconosciuto.
Dopo la partecipazione a MyCampRock, arriva al successo grazie al talent ideato dalla regina della tv italiana. ( Maria De Filippi, inutile dirlo NDR).
Marco sin da subito dimostra la sua natura, ci mostra il suo modo di essere e ci apre le porte del suo mondo, portandoci con lui alla ricerca  della sua identità artistica.
identità che continua a cercare, dopo la pubblicazione del suo primo album, decidendo di buttare il cuore al di là dell’ostacolo, di dare una svolta alla sua vita, di uscire dalla comfort zone e di assumersi dei rischi. Perchè una vita vissuta dentro i confini, non è vita.
Marco lo sa bene.
E cosi parte per l’America.
Lontano dalla sua famiglia e dai suoi affetti.  Per migliorare.
E lasciarsi migliorare dagli altri.
Per guardare il mondo da un’altra prospettiva:  La sua.

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Nursery Cryme

Il disco che ho scelto di recensire per questo secondo articolo è Nursery Cryme, della rock band inglese Genesis e dato alle stampe nel 1971 dalla casa discografica Charisma Records.

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I Genesis sono un gruppo rock inglese fondato nel 1969 da alcuni giovani studenti della Charterhouse, un college situato nei pressi di Londra e frequentato per lo più da ragazzi benestanti, appartenenti  alla buona borghesia britannica. La formazione originale della band comprende: il leader e cantante Peter Gabriel, il tastierista Tony Banks, Anthony Philips alla chitarra classica, Mike Rutherford alla chitarra elettrica e al basso e infine Chris Stewart alla batteria. Insieme registrano due album dagli esiti poco fortunati : l’ambizioso e quasi ignorato “From Genesis To Revelation” e il successivo “Trespass”, lavoro nel complesso più maturo grazie al delinearsi di quello stile che i critici definiscono come rock progressivo. Tuttavia la svolta vera e propria arriva solo nel 1971, a causa di diversi mutamenti fondamentali. Philips lascia il gruppo e al suo posto subentra Steve Hackett, virtuoso della chitarra. Inoltre si unisce al complesso un giovanissimo Phil Collins, in qualità di batterista. Con questo ben collaudato team, i Genesis raggiungono il successo in Europa nel periodo 1971-1974, sfornando tutta una serie di capolavori del prog. Capostipite di questi è proprio “Nursery Cryme”, che vede la luce il 12 novembre del ’71. Tale titolo allude alle filastrocche per bambini, tipiche della tradizione anglosassone e che caratterizzano la traccia d’apertura del disco, “The Musical Box”.

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Kind Of Blue

Credo che ogni musicista e buon ascoltatore, appassionato o professionista che sia, non debba necessariamente imporre limiti a ciò che ascolta. Io personalmente ho sempre il bisogno di abituare l’orecchio a sentire cose nuove. Ho spesso voglia di sperimentare sonorità inedite, di esplorare mondi sonori a me ignoti. Intendiamoci, con questo non voglio affatto dire che bisogna per forza ascoltare di tutto (compreso quello che non ci piace) ma solamente provare strade diverse dall’ordinario. Ritrovare il gusto della scoperta. Alla fine le scelte possono essere due: rimanere delusi da ciò che abbiamo trovato e ritornare sui propri passi oppure innamorarci di ciò che le nostre orecchie non avevano mai captato prima e buttarci a capofitto alla scoperta di un genere musicale pieno di sorprese. Un po’ come è successo a me quando mi sono imbattuto per la prima volta con Kind of Blue di Miles Davis. Fino a quel momento non mi ero mai avvicinato al jazz. Volete sapere la mia reazione dopo averlo udito dall’inizio alla fine? Tanto immenso stupore!

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Intervista ad Andrea Celeste e Roberto “Robbo” Vigo

Andrea Celeste è una cantautrice che mescola la raffinatezza del jazz alla comunicabilità del pop, e che ha pubblicato a fine 2015 il suo nuovo album Kaleidoscope. Ho avuto il piacere di incontrarla e intervistarla a Varsavia poco prima dell’uscita dell’album in occasione della scorsa edizione dell’Audio Video Show, la seconda più grande esposizione in Europa di apparecchiature audio e video (a proposito di cui ho già scritto le mie impressioni in un precedente articolo).

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Sequestrata la moto di Beppe Maniglia.

Beppe Maniglia e la sua moto sul carro attrezzi
Beppe Maniglia e la sua moto sul carro attrezzi

Ho appena appreso da un aggiornamento di Red Ronnie su Facebook che i vigili del comune di Bologna hanno sequestrato la moto di Beppe Maniglia, storico chitarrista cittadino che da 36 anni si esibisce ogni fine settimana in Piazza del Nettuno (adiacente a Piazza Maggiore), arrivando con la sua Harley Davidson “truccata” per la musica e intrattenendo i passanti. Beppe Maniglia comunque promette battaglia, e assicura che sabato prossimo sarà di nuovo in piazza.

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Più che teatro

Esmeralda e QuasimodoPresa da una grandissima curiosità, ho assistito nei giorni passati allo spettacolo teatrale “Notre Dame de Paris”.
Nonostante non sia un’appassionata di teatro, l’opera è riuscita a colpirmi. L’ingrediente in più che ha fatto sì che in alcune scene io rimanessi a bocca aperta è stata la composizione musicale del geniale Riccardo Cocciante. L’armonia tra coreografie, attori, sceneggiature e luci è tenuta bene proprio dal filo conduttore che è la melodia. Oltre ai testi interpretati dagli attori, è la musica a svolgere il ruolo fondamentale! Al punto tale che anche eliminando le parole si può cogliere tranquillamente la trama dello spettacolo. Inoltre il cast, composto da attori/cantanti davvero completi, è riuscito a dare una sfumatura italiana alla Francia del ‘400-’500 sempre molto pertinente e mai inappropriata. Era come se il gotico e il barocco si mischiassero con una punta di cultura puramente mediterranea data dall’attrice centrale Lola Ponce, nei panni della gitana Esmeralda. Il cast con R. Cocciante

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