Carmen Consoli, il debutto del tour a Catania

Tris di spettacoli per Carmen Consoli che, dall’8 al 10 Giugno 2017, ha aperto le danze del suo “Consoli in tour” nel Teatro Greco – Romano di Catania. «L’emozione? E’ grande. Questo era uno di quei posti di Catania rimasto “ammucciato” per secoli. Mi piace. La bellezza è importante. Spero possa ispirarmi».

E’ iniziato così il “Consoli in tour”, l’omonimo tour della “cantantessa” che nelle serate dall’8 al 10 Giugno 2017 ha fatto il suo debutto presso il Teatro Greco – Romano e Odèon di Catania, avviando così la stagione estiva del Teatro Massimo Bellini.

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Taormina. La Notte magica de Il Volo

La “Notte magica – Omaggio ai Tre tenori”, tournée internazionale de Il Volo, lo scorso 1 Giugno ha fatto tappa al Teatro Antico di Taormina, inaugurando, così, il Tao Music 2017, la rassegna musicale estiva siciliana. Replica nelle serate del 3 e 4 giugno.

Il Teatro Antico di Taormina ha ospitato, lo scorso weekend, “Notte Magica – A tribute to the three tenors”, la tournée internazionale de Il Volo che, per l’occasione, ha dato il via a Tao Music 2017, la fortunata rassegna musicale siciliana che, quest’estate, vedrà la presenza di ospiti internazionali come i Placebo, Alvaro Soler e Charles Aznavour.

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Attentato a Manchester: ancora paura per il mondo dei live

 Sale a 22 il numero delle vittime che, la sera del 22 Maggio 2017, hanno perso la vita al Manchester Evening News Arena, dopo aver assistito allo show di Ariana Grande. La reazione della cantante americana? “Distrutta. Dal profondo del mio cuore, mi dispiace così tanto. Non ho parole.”

“Le regole del terrore non sono casuali: quei ragazzi celebravano qualcosa di meraviglioso, la grandezza immacolata di una rivoluzione di passione e libertà che ci ha cambiato la vita e che chiamiamo musica. Per questo è necessario tenere accesi i palchi e non abbassare il volume, perché morire vuol dire anche smettere di sognare e di sperare. E’ importante difendere il bello e il buono che ci tiene in piedi. La musica non si deve fermare!”

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Simon Boccanegra

Per la mia nuova recensione mi occupo di un’edizione di una delle mie opere liriche preferite: «Simon Boccanegra». Mi dispiace solo che l’edizione che sto per recensire mi ha un pò deluso.  La produzione che sto recensendo è andata in scena alla Royal Opera House, Covent Garden nel 1971. Il punto debole di questa produzione sono i cantanti, in particolare proprio il baritono che sostiene il ruolo di Simon Boccanegra.  Inoltre, questa edizione parte sotto cattivi auspici a causa di una scelta che spesso gioca contro a molte produzioni: il fatto che il sipario sia aperto molto tempo prima che inizi lo spettacolo. Questa è una scelta infelice perchè se la si adotta il pubblico comincia già a farsi un’idea oiù o meno precisa sulla scenografia.  Invece i punti di forza di questa edizione sono tre: regia, scene e costumi. Questi tre aspetti rappresentano i punti di forza della produzione che sto recensendo in quanto sono funzionali alla trama dell’opera e al periodo in cui è ambientata. Inoltre, risulta piacevolissima l’interpretazione della romanza dell’Atto I (‘Come in quest’ora bruna’). Alterna la performance dei cantanti: Alexandru Agache è un Simon Boccanegra appena sufficiente; Kiri Te Kanawa è una buona Maria Boccanegra; Roberto Scandiuzzi non si espone più di tanto sostenendo il ruolo di Jacopo Fiesco; Alan Opie, Mark Betsley e Michael Sylvester hanno cantato davvero bene nei rispettivi ruoli (Paolo Albiani, Pietro e Gabriele Adorno). Qui la regia è curata da Elijah Moshinsky, le scene sono di Michael Yeargan e i costumi sono di Peter J. Hall; l’orchestra della Royal Opera House, Covent Garden è diretta con mano sicurissima da Sir Georg Solti. Se come me apprezzate davvero «Simon Boccanegra», non acquistate questa edizione.

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Manon Lescaut

Per la mia nuova recensione, vorrei stuzzicare la curiosità dei miei lettori dedicandomi ad una delle mie più grandi passioni. Lo faccio recensendo un’edizione di un’opera lirica che è stata documentata su VHS. Si tratta di una produzione di “Manon Lescaut” andata in scena alla Flemish Opera nel 1991: nonostante sia un’edizione un pò datata, penso che sia davvero molto interessante da vedere. La regia di questo allestimento è curata da Robert Carsen, mentre le scene e i costumi sono di Anthony Ward. Il punto di forza di questa edizione sono proprio le scenografie, in quanto sono sempre funzionali alla comprensione della trama di tutta l’opera. L’unico punto debole di tutta la produzione sono i costumi e le parrucche indossate dai personaggi femminili nell’Atto II e nella scena dell’appello (Atto III), in quanto quei costumi dorati e quelle parrucche appesantiscono il tutto.  Bravissimi i cantanti: Miriam Gauci è ottima nel ruolo della protagonista; Jan Danckaert è il Lescaut ideale; Antonio Ordonez è un interprete raffinatissimo nei panni di Des Grieux; Jules Bastin e Barry Ryan caratterizzano molto bene i personaggi di cui vestono i panni. Uno splendido contributo alla riuscita di questa produzione è dato dalla Flemish Opera Symphony Orchestra diretta con mano sicurissima dal maestro Silvio Varviso. Chi volesse acquistare una buona edizione di “Manon Lescaut”,  questa produzione, disponibile su DVD, è, a mio avviso, un ottima scelta!!

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Trionfo delle emozioni

Fantastico concerto quello che ho ascoltato sabato 28 gennaio al ridotto del Teatro comunale di Ferrara. In programma due lavori poco conosciuti di due compositori diversissimi tra di loro dal punto di vista stilistico: il Quintetto op. 34 di Carl Maria von Weber e il Quintetto di Jean Françaix, entrambi per clarinetto e quartetto d’archi. Gli esecutori erano: Claudio Miotto (clarinetto); Roberto Carnevale (violino I); Anna Carrà (violino II); Claudia Chelli (viola); Valentina Migliozzi (violoncello). È stata davvero una splendida idea proporre le musiche di due compositori così diversi tra di loro, anche perchè mettono in luce la versatilità dei cinque esecutori.

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Perché Sanremo è Sanremo…

Le festività natalizie sono ormai passate da un po’, quindi al ‘siamo tutti più buoni’ possiamo sostituire il ‘siamo tutti più sinceri’. Possiamo quindi commentare la carrozzata trash di Big (ma quali Big?) che la prossima settimana si esibiranno al carissimo Festival di Sanremo.

  1. Samuel. Alla prima letta, parte automatico il ‘Ma chi è?’, ma quando si scopre che è il cantante dei Subsonica scatta subito il respiro di sollievo, la minima consapevolezza che forse qualcosa di salvabile questo Sanremo lo abbia.
  2. Albano. Non so perchè ma a livello di trash è quello su cui punto più di tutti. Forse perchè spero nel ritorno di Romina nella serata duetti o perchè mi auguro un nuovo scandalo plagio, stile accusa a Michael Jackson con ‘I cigni di Balaka’.
  3. Elodie. É la tipa con i capelli da Winx uscita da Amici lo scorso maggio, quella con la voce simile a Emma, con il brano scritto da Emma e prodotto da Emma.
  4. Paola Turci. Il titolo della canzone è ‘Fatti bella per te’ e già mi piace un sacco. Dai Paola, non ci deludere.
  5. Michele Bravi. Rimasto freezato dai tempi della vittoria a X Factor, vediamo se questo Festival riuscirà a far scongelare un ragazzo che, a livello interpretativo, non è certamente da escludere.
  6. Giusy Ferreri. La nostra carissima Giusy è tornata dallo sfiancante viaggio Roma-Londra-Bangkok ed atterra all’Ariston con una canzone in grado di mettere in crisi le persone poco sveglie come me già dal titolo: ‘Fatalmente male’ ‘Fa talmente male’. A libera interpretazione.
  7. Fiorella Mannoia. L’unica vera gioia di questo Sanremo. Non ci deludere. Amen.
  8. Nesli & Alice Paba. Lui un poeta (giudizio palesemente di parte), lei dalla regia mi dicono abbia vinto The Voice, ma sinceramente mai sentita.
  9. Gigi D’Alessio. Io non commenterò troppo sinceramente perchè comunque dai, no. Però voglio dire questo… già lo schiaffate in prima serata a capodanno, ora anche a Sanremo? Ma non ci concedete neanche una pausa semestrale?
  10. Ron. Per la serie ‘Rispolveriamo l’antico’ ospite quest’anno Ron. Per il prossimo Festival si aprono le scommesse su Gino Paoli, Nada, Pino Donaggio e Umberto Balsamo.
  11. Fabrizio Moro. Caro Moro non importa che brano porti, come ti vestirai, se sarai intonato… se come cover porti De Gregori per me hai già fatto bingo.
  12. Giulia Luzi & Raige. Lei big di cosa che per noi è rimasta nei secoli dei secoli l’amica di Annuccia in Un Medico in Famiglia. Lui spero venga riconosciuto come bravo autore quale è (giudizio di parte pt.2).
  13. Michele Zarrillo. Le sue canzoni sanremesi sono sempre state abbastanza piacevoli, però credo proprio che il suo momento diventerà un’ottima pausa tweet.
  14. Alessio Bernabei. Lui ci prova ragazzi, me l’ha giurato, ci prova a stare lontano da Sanremo, ma proprio non ci riesce. E così puntuale come una cambiale, Bernabei si ripresenta per la terza volta consecutiva sul palco dell’Ariston. Ormai è di casa.
  15. Ermal Meta. Ermal caro, dopo che per anni hai distribuito in lungo e in largo brani neanche stessi facendo volantinaggio, forse era ora di iniziare a scrivere un po’ di più per te. Non ci deludere proprio ora.
  16. Lodovica Comello.
  17. Sergio Sylvestre. ‘Ma chi? 2.0′ Cerco un po’ su internet e leggo che è il vincitore della scorsa edizione di Amici. Bene. Ma neanche al Coca Cola Summer Festival si è esibito. Bene, ma non benissimo.
  18. Clementino. Anche su di lui il mio giudizio è estremamente di parte, il mio amore sconfinato dopo Pechino Express non mi fa essere lucida perciò, passo.
  19. Chiara Galiazzo.  Sanremo 2016- Francesca Michielin- ‘Nessun grado di separazione’   Sanremo 2017 – Chiara Galiazzo – ‘ Nessun posto è casa mia ‘                                                                                              Vorrei capire se il ‘Nessun’ fa parte del contratto Vincitore di X Factor o cosa.
  20. Francesco Gabbani. Esatto proprio lui. Quello che l’anno scorso ci invitava a dimenticare tutto con un Amen, così insistente che neanche Papa Francesco all’Angelus. Quest’anno slitta nella categoria Big, con quello che verrà presto ricordato come ‘Il brano di Gabbani’…. voglio dire chi riuscirà mai a memorizzare ‘Occidentali’s Karma’? Qualcuno gli ricorda che é il festival della canzone italiana?
  21. Bianca Atzei. Indovinate un po’? Quest’anno cambia e il brano lo scrive… Kekko dei Modà! Ah già, come tutto il resto della sua discografia (discografia?).
  22. Marco Masini. Marco caro però mi hai deluso… io confidavo in te, invece nulla. Neanche mezzo insulto nel titolo. Le tue sono le canzoni più dedicate in assoluto e tu ci vuoi destabilizzare in questo modo? Confido nel testo dai.

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MEI 2016 – Impressioni personali

Faenza – Piazza del Popolo

Lo scorso fine settimana, dal 23 al 25 settembre, sono stato a Faenza per partecipare alla ventesima edizione del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti – nell’ambito del quale si è tenuto il primo Festival del Giornalismo Musicale, organizzato da Enrico Deregibus insieme all’ideatore del MEI, Giordano Sangiorgi.

Da diverso tempo volevo assistere a questa manifestazione, e l’edizione di quest’anno è stata per me irrinunciabile proprio grazie alla possibilità di incontrare altri colleghi nel settore del giornalismo musicale.

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